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Gmail: sviluppatori possono leggere le mail degli utenti

L'ennesima preoccupazione sul tema della privacy in internet. L'ultimo report del Wall Street Journal sostiene che alcune applicazioni e sviluppatori non ufficiali di Google possano leggere le e-mail degli utenti Gmail.


Gmail: sviluppatori possono leggere le mail...

Negli ultimi giorni sono nate polemiche nei confronti del colosso di Mountain View in termini di privacy. Un rapporto del Wall Street Journal afferma che sviluppatori di terze parti di app possono leggere le e-mail di milioni di utenti che utilizzano Gmail, questo sarebbe possibile in seguito alle impostazioni di accesso dei servizi che consentono alle app di visionare i dettagli delle e-mail, compresi destinatari, indirizzi, data, ora, i messaggi stessi e i loro contenuti.

Non molto tempo fa Google aveva detto che si sarebbe impegnata ad impedire le scansioni delle caselle di posta Gmail. L’obiettivo era quello di accrescere la “fiducia” degli utenti nei confronti dell’azienda sui temi di privacy e sicurezza. Con un articolo di risposta del 3 luglio, sul proprio blog, Google ha voluto rispondere al Wall Street Journal per spiegare come si stia effettivamente impegnando a mantenere un certo livello di sicurezza all’interno di Gmail.

Le affermazioni del Wall Street Journal sulla sicurezza di Gmail

Di privacy se ne parla ormai in maniera sistematica nell’ultimo periodo. L’ultimo scoop colpisce Google, e in particolare Gmail. Sviluppatori terzi di app possono, secondo quanto afferma il Wall Street Journal, leggere la posta degli utenti.

Le app in questione chiederebbero preventivamente il consenso, avvertendo che potrebbero vedere, accedere o gestire le e-mail. Negli avvisi però non viene specificato che le autorizzazioni consentono anche di leggere effettivamente i contenuti. La cosa che ha destato più scalpore, afferma sempre il Wall Street Journal, è che l’accesso a queste informazioni non avviene solo attraverso programmi automatici, ma anche per mano di operatori fisici, persone reali, dipendenti delle aziende stesse che possono accedere alle e-mail e leggerne i contenuti.

Quali sono i software coinvolti?

Le applicazioni in grado di accedere a queste informazioni sarebbero in particolar modo quelle di gestione degli appuntamenti, calendario, e per l’organizzazione dei contatti. Altre applicazioni coinvolte invece sono quelle utilizzate per comparare prezzi, fare acquisti e prenotare o gestire viaggi.

Queste app, in particolare quelle che gestiscono la posta Gmail, hanno confermato al Wall Street Journal di avere accesso a svariati account, il tutto allo scopo di raccogliere dati con l’obiettivo di migliorare le prestazioni delle app e la gestione dei dati. Si parla di alcune decine di app coinvolte.

La risposta di Google al rapporto del Wall Street Journal

Che Google avesse accesso ai nostri dati, e che li utilizzasse per migliorare i suoi servizi era noto, ma finché questo avveniva entro i confini di Mountain View, la cosa non ha mai preoccupato gli utenti (fino a prova contraria è una società di cui ci si può fidare). Qui però, come già detto poco fa, si parla di sviluppatori di terze parti che hanno accesso ai nostri messaggi di posta elettronica.

Google a tal proposito dichiara che fornisce accesso ai dati degli utenti di Gmail solo a sviluppatori di terze parti controllati e previo il consenso esplicito degli utenti. Google in particolare si occupa di:

  • controllare lo sviluppatore verificandone l’identità e l’app che andrà a gestire i dati;
  • controllare che la politica sulla privacy includa riferimenti al monitoraggio delle e-mail;
  • assicurarsi che i dati richiesti servano effettivamente allo sviluppatore per il servizio offerto.

Gmail è il servizio di gestione della posta elettronica più utilizzato al mondo con oltre 1,4 miliardi di utenti. Questo numero supera di netto quello degli altri provider presenti nel web. Dal canto suo, finora, Google è sempre stato trasparente sull’utilizzo dei dati degli utenti, soprattutto quando si parla di privacy.

Le contromisure di Google

Google nella replica al Wall Street Journal, definisce in che modo si impegna a tutelare la privacy dei propri utenti, dicendo che:

  • Google dà la possibilità a qualsiasi utente di revocare gli accessi e le autorizzazioni alle app che richiedono di accedere a Gmail.
  • Chi possiede un account Google può monitorare queste autorizzazioni nella sezione “app che accedono al tuo account”. Qui si possono visualizzare e gestire tutte le app e i siti ai quali è stato dato il consenso ad accedere a Gmail.

Prima che un’applicazione arrivi ad accedere ai nostri dati deve passare una serie di controlli sottoposti da Google, in particolare ci attraversano due step:

  • Le applicazioni devono rappresentare accuratamente se stesse: le app non devono descrivere in maniera errata la loro identità. Devono essere chiare lato privacy, cioè su come utilizzeranno i dati degli utenti. Non possono quindi contraddirsi e devono definire molto bene le informative sulla privacy.
  • Le applicazioni devono richiedere solo dati rilevanti: non possono richiedere informazioni che escano dalla sua area di competenza, devono inoltre dichiarare chiaramente come queste verranno utilizzate.

Google quindi si impegna a monitorare e ed esaminare le app non proprie, verificando che rispettino tutti i parametri richiesti. In caso contrario provvederà alla sospensione.

Le conseguenze sull’umore, nei confronti della privacy

La privacy, soprattutto in questo periodo, è un argomento delicato. Dopo Cambridge Analytica si è alzato un polverone che, a quanto pare, non ha intenzione di calmarsi nell’immediato. Questa ennesima “falla” nella privacy del web rischia di gettare benzina su di un focolare già importante e di creare nuovi timori.

Google intanto rassicura gli utenti dicendo: “Non elaboriamo contenuti di posta elettronica per la pubblicazione di annunci e non siamo compensati dagli sviluppatori per l’accesso alle API. Il modello di business principale di Gmail consiste nel vendere il nostro servizio di posta elettronica a pagamento alle organizzazioni come parte di G Suite. Pubblichiamo annunci in Gmail consumer, ma tali annunci non si basano sul contenuto delle tue email. Puoi modificare le impostazioni degli annunci in qualsiasi momento.”. Il colosso di Mountain View vanta una grande fiducia da parte dei loro utenti, che sembrano però drizzare le orecchie e aumentare sempre di più l’attenzione e l’interesse per queste tematiche.

Soprattutto per quanto riguarda i client di posta elettronica, la gestione della privacy dovrebbe essere più autonoma e di facile gestione da parte degli utenti. Poter gestire i collegamenti delle varie app al proprio account e verificare accessi e permessi che app e servizi mobile ci richiedono, dovrebbe essere semplice ed intuitivo. Molto spesso ci troviamo nella condizione di doverci fidare dei modi in cui queste intervengono nei nostri dispositivi, e di come interagiscono con i nostri account di posta, quando invece dovremmo essere informati e aggiornati su quello che ci riguarda. Quindi, occhio alla privacy: “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.

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