Trend marketing del 2020 in 5 assaggi strategici

Questo gennaio è stato particolarmente prolifico per la definizione di quelli che saranno i trend marketing del 2020. Sfere diverse ma molto in comune: si ricerca una relazione più stretta con l'utente, un contatto one-to-one tra cliente e brand. Scopriamo insieme di cosa si tratta!


Trend marketing del 2020 in 5 assaggi...

Novità nel design, importanti cambiamenti nella contabilità… cosa manca per sentirsi pronti ad affrontare quest’anno? I trend marketing del 2020 ovviamente! Sono 5 i punti su cui focalizzarsi e, come sempre, portano al limite le strategie che hanno ottenuto maggiori risultati nell’anno appena trascorso. Perché per fortuna almeno le idee possono essere “giovani e con esperienza” per adattarsi al mondo del lavoro.

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Vediamo dunque 5 assaggi di trend marketing del 2020:

1. Il testo informa ma il video colpisce

È ormai noto che la forma più diretta per recapitare messaggi sul Web non è un “cinguettio” ma un bel video. Che sia più lungo e strutturato (ma… occhio! Ricordiamoci sempre la bassissima soglia dell’attenzione che contraddistingue l’utente medio) e si trovi su YouTube, o sia destinato all’autodistruzione e si chiami Instagram Story, l’immagine visiva in movimento cattura il pubblico.

Proprio per questo una strategia marketing largamente abbracciata è quella di rivolgersi agli influencer. La nuova frontiera a cui porteranno i trend marketing del 2020? Rendere tutti testimonial! Non c’è niente di meglio che coinvolgere direttamente i propri clienti e gli utilizzatori del servizio che offriamo nella promozione dello stesso.

Per farlo non esiste, tanto per cambiare, una formula standard: un metodo può essere quello di invitare l’utente a condividere un’immagine o un video sui social (soprattutto nelle Stories) durante l’utilizzo del prodotto (o la fruizione del servizio) in cambio di un beneficio di qualche genere.

La forma migliore per veicolare contenuti e, quindi, per farsi pubblicità è il video. Ancora meglio, la videorecensione. Il trend marketing del 2020 in questo senso sarà trasformare il cliente in recensore: un bel risparmio sugli influencer!

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2. Commenta e… dirai chi sei

Nei trend marketing del 2020 ritroviamo una vecchia conoscenza, o meglio, una sua evoluzione. Mai sentito parlare di link building? Negli anni questo concetto ha assunto una connotazione negativa perché associato a pratiche poco “ortodosse” che Penguin, pur avendo il nome di uno “spheniscidae” è un segugio, ha combattuto e arginato.
In realtà alla base di questa pratica c’è l’idea di creare una rete di link a supporto di una pagina per aumentarne meritatamente la “reputazione informatica” e, quindi, il posizionamento nella SERP.

Ebbene, il figlio primogenito del link building è il comment marketing. In cosa consiste? Molto semplicemente, nel lasciare commenti pertinenti e ben argomentati su pagine altrui, relativi alla tematica. Se questi vengono accompagnati da un suggerimento di approfondimento sotto forma di link che rimanda alla nostra pagina, si può parlare di link building.

Altrimenti hanno il beneficio di accrescere la brand awareness e di agevolare il personal branding. In questo senso è fondamentale proporre dei contributi di reale valore:

  • Interessanti per chi legge;
  • Che affrontino le tematiche da punti di vista originali;
  • In grado di generare interazione, ovvero altri commenti;

Combinando questi fattori con riconoscibilità (gravatar curato: un’immagine del profilo unica e ben riconoscibile) e competenza (si deve parlare di ciò che sappiamo e farlo in maniera approfondita, fornendo spunti utili al lettore), appariremo agli occhi del lettore come una fonte autorevole. Qualcuno a cui rivolgersi in caso di necessità, insomma.

Per farsi conoscere dal nostro pubblico, non c’è niente di meglio che intervenire con commenti pertinenti, ben argomentati e ad alto tasso di engagement. Ecco il secondo trend marketing del 2020: il comment marketing.

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3. Just ask

Social, Instagram Stories, assistenti virtuali… tutto si muove in una direzione di massima interazione tra azienda e cliente. L’utente al tramonto del primo decennio del 2000 ha bisogno di avere un contatto diretto col brand di riferimento.

In questo senso, i trend marketing 2020 prescrivono la creazione di contenuti il più possibile interattivi… l’utilizzatore deve poter scegliere, modificare, selezionare, esprimere le proprie idee e le proprie preferenze. Deve essere parte attiva del processo creativo, persino di quello decisionale.

Perché non pensare a produrre contenuti di valore che non necessariamente abbiano come fine ultimo la vendita di un prodotto, ma la sua stessa concezione? Un esempio: se dobbiamo organizzare dei seminari o dei workshop, perché non chiedere direttamente ai nostri clienti quali sono gli argomenti su cui preferirebbero che vertessero?

Alla stregua dei personaggi più in voga su Instagram e affini, il coinvolgimento diretto del pubblico nella scelta di metodologie e contenuti può essere una chiave vincente di questa nuova decina del XXI secolo.

La dimensione social ha ormai raggiunto la massima espressione possibile, è quindi giunto il momento di passare alla fase successiva!

Tra i trend marketing 2020 non può mancare una perla per l’engagement: perché non rendere l’utente attivo, dandogli un ruolo nella scelta e nella determinazione del prodotto? Dopo il coinvolgimento social, la parola d’ordine è interazione.

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4. Seg-men-ta e impera

La tendenza degli ultimi anni alla personalizzazione e alla customizzazione è arrivata al suo massimo. Non si tratta più ormai di proporre all’utente un prodotto che risponda ai suoi bisogni sulla base del profilo che ne abbiamo tracciato. Il vero trend per quest’anno è anticipare l’esigenza dell’utente.

Questa pratica diviene trasversale, dal B2B al B2C, arrivando a concepire messaggi diversi per uno stesso utente a seconda della fase del processo decisionale (awareness, consideration, decision) in cui si trova. In questo modo si forniscono all’utilizzatore finale informazioni coerenti con il suo stato e con il suo grado di confidenza con l’azienda. La campagna marketing viene interamente costruita intorno alle esigenze del singolo, anzi, intorno ai suoi presunti bisogni.

Se ci poniamo in una posizione di vantaggio rispetto al momento in cui si manifesterà l’esigenza dell’utente, evitiamo che si guardi intorno e che valuti situazioni più vantaggiose dell’attuale. Saremo proprio noi, sulla base delle sue abitudini, dei suoi comportamenti, del modo in cui utilizza il prodotto che offriamo, a proporgli qualcosa che si sposi meglio con le sue necessità. Ancora prima che si renda conto di averne bisogno.

Il vero trend marketing del 2020 è giocare di anticipo!

Personalizzazione? Niente rispetto alla customizzazione che ci si aspetta nel 2020: anticipazione delle esigenze del cliente, massima segmentazione anche per quanto riguarda uno stesso soggetto. Campagne marketing sempre più centrate sul singolo individuo.

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5. Dalla SEO alla VEO

I punti precedenti hanno tutti un comune denominatore: la ricerca di un rapporto più stretto tra utente e azienda. Per la vera fidelizzazione, si deve puntare alla creazione di relazioni personali e valide. Proprio per questo lo scorso anno gli assistenti virtuali e in particolare quelli vocali hanno visto un grande impiego. “Ok Google” è diventato ormai un mantra in molti ambienti di lavoro e in molte abitazioni. Il riconoscimento vocale ha fatto passi da gigante, con una crescita del 95% rispetto agli albori del 2013.

Il passaggio dalla “digitazione” al “verbo” però, implica dei cambiamenti logici importanti dal punto di vista implementativo e interattivo. Cambiano quindi i meccanismi di ragionamento che si nascondono dietro UX e UI. Così, nell’anno a venire a fianco dell’ormai famosissima SEO, comparirà un’altra attività di ottimizzazione: la VEO.

Significa Voice Engine Optimization e non è altro che l’insieme delle pratiche consone ad assicurare una buona indicizzazione delle nostre pagine Web in quella SERP immaginaria che è il risultato proposto dall’Alexa di turno. I fattori che incidono quando si parla di ricerca vocale sono l’acustica, diversa da individuo a individuo, gli accenti e gli errori espressivi tipici della lingua parata.

Tenendo conto di questi fattori, la VEO deve tenere conto di:

  • Semantica: lo stesso concetto, quando lo si esprime parlando, può colorarsi di sinonimi e sfumature estremamente vari. Si devono quindi considerare gruppi semantici più ricchi, che si avvalgano di uno spettro più ampio di sinonimi e termini che fanno parte della stessa sfera.
  • Coda lunga: l’oralità più che per parole chiave si sviluppa per frasi compiute. Bisogna quindi concepire l’indicizzazione in modo diverso, pensando a keyword (o per meglio dire, keysentence) costituite da più di una parola.
  • Velocità di caricamento: come compensare l’assenza di una clessidra, di uno spinner che avverta l’utente che Google non si è dimenticato di lui, e sta solo caricando la pagina? Beh, c’è un solo modo: tempi di risposta il più immediati possibile.

Il trend di marketing del 2020 forse più innovativo è il passaggio dalla Search Engine Optimization (SEO) alla Voice Engine Optimization (VEO). Complice l’avvento degli assistenti virtuali, in particolare quelli vocali, l’oralità delle ricerche richiede logiche di programmazione e di posizionamento diverse.

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Conclusioni

Gli amanti del contatto umano non rimarranno delusi dai trend marketing del 2020. Per quanto appartenenti ad ambiti diversi, si muovono tutti su un binario che conduce alla stessa meta: l’incontro col cliente. Si punta a stabilire un rapporto più stretto, one-to-one, con il pubblico a cui ci si rivolge.

Da qui l’intento di coinvolgimento dell’utente nella promozione stessa e le “scelte” di produzione, il tentativo di andare incontro alle sue esigenze tanto da prevederle e anticiparle.

La fase che prevede di farsi conoscere dal potenziale cliente, di catturarne la fiducia attraverso l’interazione con un ambiente analogo al proprio. E poi? Beh, poi bisogna farsi trovare… anche dagli assistenti virtuali!

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