Immagini Ecommerce: quando l’apparenza conta

Il tuo e-commerce non riceve il riscontro sperato, o addirittura le conversioni sono carenti nonostante l’alto traffico? Beh, la colpa potrebbe essere delle immagini. Perché uno dei tanti aspetti per cui il Web riflette le dinamiche sociali è che anche qui l’apparenza conta.


Immagini Ecommerce: quando l’apparenza conta

L’abito non fa il monaco. Mai giudicare un libro dalla copertina. Hanno provato a dircelo in tutte le salse che l’apparenza inganna, ma un occhio sull’outfit del nostro vicino di scrivania cade sempre, non è vero? Pensa che questo stesso atteggiamento, viene applicato da qualsiasi utente visiti il tuo e-commerce. Non importa che i prodotti che proponi siano della più fine fattura, l’ignaro avventore molto probabilmente si baserà sulla prima impressione.

E cosa ha più impatto sulla reazione “di pancia” di un probabile compratore, delle immagini dei prodotti proposte dal tuo e-commerce?

C’è un motivo se, dalle ricerche di mercato, emerge che il 49% della popolazione continua a preferire acquistare prodotti nei negozi fisici piuttosto che in quelli on-line: l’esperienza di un prodotto risulta fondamentale per la decisione d’acquisto. Poterlo toccare, provare, utilizzare, percepirne texture e consistenza sono parametri irrinunciabili.

Ecco dunque a cosa devono puntare le immagini del tuo sito: riproporre all’utente un’esperienza diretta del prodotto, dandone anche una visione d’insieme che illustri il modo in cui è concepito e lo spirito dell’azienda stessa. Non basta più, infatti, fare riferimento ad articoli di qualità: l’identità dell’azienda produttrice e la direzione del marchio sono fondamentali.

Ma… è veramente possibile condensare tutti questi aspetti in pochi semplici scatti? Come sempre, non esiste una ricetta preconfezionata. Ci sono però dei trucchi da seguire per ottimizzare al meglio le tue immagini e-commerce:

  • Migliorarle dal punto di vista qualitativo;
  • Favorirne l’indicizzazione sui motori di ricerca;

Perché il 49% dei consumatori continua a preferire l’acquisto nei negozi fisici, piuttosto che online? La risposta è molto semplice: toccare il prodotto e averne percezione è una “conditio sine qua non” per comprarlo. Qual è la soluzione? Sicuramente agire sulle immagini e-commerce, biglietto da visita di ciò che stai vendendo.

Come ottenere immagini e-commerce efficaci?

Per assicurarti l’attenzione di un utente atterrato sulla landing page del tuo sito, non serve un book fotografico altamente specializzato. Tre è il numero perfetto e, infatti, tre immagini sono sufficienti per colpire un visitatore: la triade però deve essere ben studiata.

Come primo richiamo, un’immagine standard che illustri il prodotto così come l’acquirente se lo immagina, trasmettendone comunque l’identità e proponendo alta qualità e risoluzione.

Il secondo step, è volto a far sentire l’utente parte dell’esperienza. Devi cercare di proiettarlo nella situazione di utilizzo del prodotto. Per questo risulta molto utile fornire un’immagine del prodotto in azione.

In questo senso, sono molto efficaci le immagini proposte da GoPro per i propri articoli: dopo quella iniziale, introduttiva, una seconda foto in cui viene illustrato come il prodotto è concepito nell’utilizzo.

eniac blog- immagine GoProInfine, terzo e ultimo passaggio, un’immagine che ne mostri funzionalità aggiuntive, ma che costituisca anche espressione d’identità del brand: in questo caso vediamo una GoPro vicino a uno smartphone. Saltano subito all’occhio la compattezza che contraddistingue questo specifico articolo, e la possibilità di connettere l’applicazione contapassi integrata, al proprio telefono cellulare.

Alla triade fondamentale, si può aggiungere una foto a 360° dell’oggetto in questione o un video che ne fornisca una vista tridimensionale.

E se scegliere una foto da mettere su Instagram richiede un quantitativo di scatti e di prove da fare invidia a set professionali, prova a pensare quanto può essere impegnativo scattarne, anche solo tre, che invoglino a un acquisto! Ecco alcuni consigli che renderanno più semplice produrre immagini funzionali, anche senza doversi rivolgere a Salgado.

1. Visuale ampia, vince sempre

Riuscire a cogliere più angolazioni possibili del prodotto ha un’importanza fondamentale. Tuttavia, una foto “panoramica” che presenti sfocature, ha un effetto molto peggiore del non metterne affatto. Un modo per ovviare a questo problema è usare un treppiede flessibile, che può essere piazzato un po’ ovunque e può essere orientato a piacimento. In questo modo si evitano grandangoli e grancosti, ma si ottiene un buon risultato.

2. L’effetto dell’illuminazione

Accanto alla giusta prospettiva, viaggia la giusta illuminazione. Angoli sfavorevoli, fonti di luce mal direzionate, possono essere letali per la prima impressione di un utente.

La scelta fondamentale è tra luce naturale e luce artificiale. La prima è quella che fa vedere il prodotto così come lo vedremmo nella realtà: è più vivace, più netta e dà un livello di dettaglio minore. Si presta bene se il prodotto ritratto è da utilizzare all’aperto. La seconda presenta un sottotono diverso dal bianco puro della luce naturale, e sempre diverso. Può essere giallastro, bluastro… e questo incide anche sulla resa finale. La luce artificiale tuttavia permette di cogliere un maggior livello di dettaglio, quindi è adatta per mostrare tutte le sfaccettature di un prodotto.

3. Sweep it up!

eniacblog - sfondo sweep

Ti sei mai chiesto come facciano gli oggetti pubblicizzati a sembrare circondati da sconfinate lande monocolor? O da texture particolari a 360°? Il segreto è lo sweep: si tratta di creare una sorta di “rampa” curva fissando un poster o un qualsiasi tessuto, tramite una pinza, a una piastra metallica. L’effetto è quello di uno sfondo sconfinato che, se bianco, riflette la luce e conferisce maggiore tridimensionalità all’oggetto.

Per spingere all’acquisto bisogna puntare sull’immagine. Oltre che un’analisi della tipologia di foto richiesta per un certo tipo di prodotto, è importante anche andare a migliorarne la qualità con alcuni semplici trucchi, anche alla portata di chi non vuole investire troppo in questo aspetto.

Indicizzazione delle immagini e-commerce: SEO-friendly ma non Keyword Stuffing

La parte più importante quando si parla delle immagini del tuo e-commerce, è quella relativa alla loro ottimizzazione verso i motori di ricerca. Se un’immagine è ben indicizzata, infatti, sarà più facile per l’utente che è in cerca di un certo prodotto risalire al tuo sito.

Anche in questo caso ci sono alcuni piccoli accorgimenti che puoi adottare per cercare di rendere le immagini che utilizzi il più Google-friendly possibile.

1. Faster is better

Di solito si dice che presto e bene non vanno insieme. Quando si tratta di navigazione su Internet, però, la velocità costituisce una corsia preferenziale per la buona indicizzazione del tuo sito.

Le immagini che scegli di inserire sul tuo sito incidono molto sulla rapidità con cui viene caricata la pagina: l’utilizzatore medio può sopportare un loading della pagina fino a otto secondi, anche se quello ideale si aggira attorno a tre: pochi secondi in più possono portare addirittura a raddoppiare il Buonce Rate.

Google ha dichiarato che il proprio algoritmo tiene conto della velocità di caricamento delle pagine per valutarne il rank. Come far sì dunque che le immagini e-commerce che utilizzi soddisfino questo requisito? Molto semplice: andare a comprimere il più possibile senza perdere qualità o risoluzione. Sembra in realtà più complicato di quanto sia: sul Web si trovano un sacco di tool utili a questo scopo.

2. Tag ALT: non un divieto ma uno strumento

Hai mai sentito parlare di tag alt? Si tratta del testo alternativo da attribuire a un’immagine per indicizzarla sui motori di ricerca. Denominare in modo corretto le immagini caricate può darti un grande vantaggio: i web crowler di Google, infatti, riconoscono i metadati (quindi i dati testuali) e non le immagini.

Oltre allo scopo per cui il tag alt è stato concepito, ovvero accrescere l’accessibilità dei siti web, è possibile sfruttare questo attributo in ottica SEO, ma lo si deve fare nel modo giusto: a una nomenclatura delle foto corrispondente a quella del prodotto in vendita (meglio se il tag Alt comprende la descrizione della foto, del prodotto e della sua funzione); no al cosiddetto Keyword Stuffing, ovvero a tecniche che puntano a ripetere allo sfinimento le parole chiave, camuffandole, per ingannare i motori di ricerca. Queste modalità in realtà possono risultare controproducenti, poiché ormai Google e company sono stati istruiti a dovere a riconoscerle.

Gli attributi alt delle immagini e-commerce sono fondamentali: permettono infatti di ottimizzarle in ottica SEO e far sì che vengano meglio indicizzate dai motori di ricerca. È importante quindi porre attenzione alla denominazione delle immagini che vengono caricate e renderla il più coerente possibile con il prodotto a cui si riferiscono.

Conclusioni

Il 49% della popolazione continua a preferire l’acquisto nei negozi fisici piuttosto che negli e-comerce. Questo è dovuto al fatto che si pensa che non potendo vedere dal vivo il prodotto, non potendo toccare o maneggiare, si perda un importante metro di giudizio per stabilirne il reale valore.

Quello che nella vendita online più si avvicina all’esprimere un oggetto sono le immagini. Per questo motivo è importante lavorare su due fronti: la loro qualità, sia dal punto di vista tecnico sia da quello commerciale, e la loro corretta indicizzazione sui motori di ricerca.

Il primo aspetto, infatti, va a incontrare l’esigenza di un potenziale cliente di vivere il prodotto il più possibile prima di acquistarlo; il secondo è un’arma in più per coloro che possiedono un e-commerce di assicurarsi un buon traffico: un’immagine ottimizzata in ottica SEO è più facilmente riconoscibile da Google e quindi più facilmente riproponibile all’utente in cerca di un prodotto.

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