UI/UX – Una partita a scacchi senza manuale d’uso!

Quanto incide e influenza la costruzione dei layout nei siti web e nelle app?


Irene Carraro
UI/UX – Una partita a scacchi senza...

Una leggenda racconta che l’inventore degli scacchi chiese al Re di Persia, come ricompensa per la sua invenzione, un chicco di grano per la prima casella della scacchiera, due chicchi per la seconda, quattro per la terza, e così via. Il Re disse ai cortigiani di accontentarlo, ma gli fu risposto che era impossibile: già alla ventunesima casella sarebbe stato necessario un milione di chicchi, e tutto il grano del mondo non sarebbe bastato per arrivare alla sessantaquattresima.

Se dovessimo riportare questo racconto ai giorni nostri troveremmo, senza dubbio, delle affinità con il mondo della tecnologia. Un settore con una crescita esponenziale che non ha intenzione di arrestarsi, una crescita che porta a delle conseguenze sicuramente positive, ma che allo stesso tempo ha modificato profondamente i nostri stili di vita.

Oggi per noi sostituire una mail con una lettera sarebbe utopico, come anche sostituire la tastiera del computer con carta e penna o ancora i nostri affezionati smartphone con le cabine telefoniche. Una velocità di comunicazione e organizzazione che si traduce in un crescente bisogno di praticità e facilità d’uso, stiamo diventando tendenzialmente più pigri (e non parliamo solo di alzarsi dal letto la mattina per andare a lavoro). Le aziende in primis ci coccolano con dei comfort che ai nostri occhi passano inosservati, piccole cose che però decidono la sorte di un acquisto online o della fidelizzazione di un cliente.

Stiamo parlando dell’insieme di sensazioni, emozioni e ricordi che l’utente prova nel relazionarsi con un sito, un prodotto o un brand. Parliamo quindi di UX (User experience) e di UI (User Interface).

Cosa vuol dire UX?

Ad oggi c’è molta confusione sul tema e spesso si confondono le due discipline.
Lo User Experience Design (UXD) è quella disciplina che studia l’esperienza degli utenti cominciando dalle diverse culture, sensibilità e esigenze, allo scopo di metterli nella condizione più coinvolgente e positiva possibile. Uno degli obbiettivi dello UXD è di analizzare l’esperienza delle persone prima (passato), durante (presente) e dopo (futuro) l’interazione con un’interfaccia, un sito o un prodotto.

Lo UX designer oltre ad affrontare una consistente parte di analisi comportamentale, attraverso ad esempio l’utilizzo delle personas o degli scenari d’uso, si trova di fronte a tre principali momenti:

  • Osservazione: comprendere le necessità degli utenti attraverso interviste, analisi statistiche, test di usabilità e traffico sul sito.
  • Progettazione: definire una strategia in base alle reazioni e alle modalità di aggancio degli utenti con il prodotto o il servizio proposto.
  • Disegno: tradurre visivamente, attraverso alberature, il percorso di navigazione dell’utente.

Cosa vuol dire UI?

Lo User Interface Design (UID) invece entra in azione immediatamente dopo lo UXD. In coerenza con l’analisi fatta, lo UI designer pone la sua attenzione su ciò che è il ponte tra l’utente e il prodotto o servizio, fornisce quindi gli strumenti che lo accompagnano nel suo percorso d’utilizzo. Per farlo mette in campo svariate competenze grafiche, traducendo la strategia in un layout attrattivo e coinvolgente, arricchendolo con competenze comunicative visive e/o multisensoriali. Forme, colori, dimensioni e posizioni sono gli ingredienti che permettono di ottenere un risultato il più vicino possibile alle esigenze dell’utente.

Si può quindi dire che si tratta della parte più operativa, ma non per questo meno importante. Non è raro infatti che lo UI designer si occupi della compilazione della pagina web e curi di tutta la parte visiva e fruibile dell’interfaccia.

UX e UI

Questo tipo di analisi/operatività restituisce le basi per la costruzione di una strategia marketing solida e mirata a soddisfare le esigenze del consumatore. Anche se poco considerato e invisibile ai loro occhi, questo tipo di design prevede una grande quantità di competenze. È importante distinguere i due ruoli: un’analisi accurata e chiara della user experience semplifica il compito affidato allo user interface designer, gestendo al meglio le risorse interne e portando così a risultati considerevoli nel miglior tempo.

UX/UI sono parte della nostra quotidianità

Proviamo ora a fare degli esempi concreti di come nella nostra quotidianità ci troviamo di fronte ad accurate strategie di UX e UI.

Sono passate da poco le feste e mai come in queste occasioni il web viene in contro alle nostre esigenze. Gli e-commerce sono infatti ambienti di forte sperimentazione nel mondo della user experience, basti pensare al tanto chiacchierato Amazon, che tenta i nostri portafogli con promozioni e una grande varietà di prodotti.

Al centro di tutto c’è sicuramente l’analisi dei dati che tutti noi, ogni giorno, contribuiamo a fornire ad Amazon. Ricerche, liste, articoli visualizzati, acquisti e condivisioni, si trasformano in numeri che l’azienda utilizza per proporre un’esperienza più confortevole.

Elementi ormai scontati come il carrello che ricerchiamo sistematicamente in alto a destra del sito, il tornare alla home con facilità (cliccando il logo del sito in questione o con il tasto “home” nel menù), l’avere rapido accesso alla lista dei preferiti, la chiarezza delle descrizioni sia tecniche che visive di un prodotto di e-commerce (zoom sul prodotto tramite mouseover o infografiche). Tutti questi fanno parte di quelle piccole abitudini che, se modificate, potrebbero compromettere l’usabilità del sito. Ad aiutare la navigazione, entra in gioco sicuramente la personalizzazione, cioè la possibilità di visualizzare i prodotti correlati alle precedenti ricerche o acquisti oppure, più in generale, home page che variano a seconda dell’area geografica dalla quale si accede al sito.

Questi piccoli accorgimenti procurano sensazioni di familiarità e comfort all’utente che, inconsapevolmente, viene guidato nella fruizione del servizio. È infatti fondamentale per l’azienda capire quale sia il pubblico che entra in contatto con il proprio prodotto personalizzandone la “customer experience”.

Un altro chiaro esempio di user experience e user interface sono sicuramente i social network frequentati in maniera costante da tutti noi, che portano avanti nuove soluzioni per migliorare l’usabilità.

Tra le ultime feature di Instagram ci sono ad esempio “l’archivio stories” e il “metti in evidenza”, due funzioni che permettono di salvare in un archivio personale le proprie stories o di metterle in evidenza nella home del proprio profilo. Per citare un’altra caratteristica più banale ma sicuramente efficace, si può sottolineare la comodità di mettere “like” grazie ad un doppio tap, senza per forza andare a premere il “cuoricino” in basso a sinistra.

Se volessimo invece parlare delle evoluzioni che Facebook ha portato al mondo della user experience, potremmo citare un fenomeno in grande crescita, che è forse la massima espressione del concetto di esperienza d’uso e di customer care, i ChatBot. Questi sono programmi artificiali che permettono di avere un dialogo apparentemente diretto con il brand di interesse. Da questo tipo di interlocutore possiamo ricevere delle semplici info o anche dei consigli d’acquisto: studiando le nostre caratteristiche e i nostri gusti possono infatti arrivare a proporci dei prodotti specifici. Tutto questo ad un costo relativamente basso e con dei vantaggi non indifferenti (in termini di dati) per le aziende che possono così condurre delle analisi sulle nostre preferenze o sulle nostre esigenze.

Anche se citati in maniera ridotta, questi esempi di quotidianità rendono bene l’importanza delle due discipline, mettendo in evidenza come questi espedienti vengano sviluppati per sopperire ai bisogni specifici dell’utente. Ancora una volta quindi analizzare e conoscere il proprio target di riferimento diventa fondamentale per strutturare una UX interessante.

Conclusioni

Come abbiamo visto, tutti i giorni senza saperlo ci troviamo di fronte ad interfacce studiate per migliorare la user experience, perché mai come in questi ultimi anni il cliente è stato messo al centro della comunicazione. I brand infatti risvegliano in noi bisogni che prima erano latenti e li soddisfano curando le sensazioni e le emozioni che si provano durante l’interazione con un prodotto o servizio. Basti pensare come elementi di alta tecnologia siano fruibili in maniera confortevole e a disposizione di tutti indifferentemente…

…eppure qualcuno di voi ha mai letto il libretto di istruzioni per utilizzare le app installate nel telefono?

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